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Rottamazione cartelle a Salerno: scaduti i termini per i tributi comunali Attualità zonarcs 

Rottamazione cartelle a Salerno: scaduti i termini per i tributi comunali



 I termini per la rottamazione delle cartelle a Salerno per i tributi comunali sono definitivamente scaduti. Il Comune resta fuori dalla misura agevolativa, una vera e propria doccia fredda per chi attendeva un alleggerimento del peso fiscale.

Perché è saltata la rottamazione a Salerno La misura era già stata varata in precedenza dall’ex commissario prefettizio Vincenzo Panico. Tuttavia, l’iter è stato successivamente bloccato dall’amministrazione in carica guidata dal sindaco Vincenzo De Luca. La decisione del Comune di far spirare i termini senza aderire alla pace fiscale ha inevitabilmente acceso un aspro scontro politico in città.

La protesta di Casaburi (Forza Italia) A guidare la protesta è Gabriele Casaburi, consigliere comunale in quota Forza Italia, che ha affidato ai propri canali social un durissimo sfogo. «Il Comune ha deciso di non consentire ai cittadini di beneficiare della rottamazione», ha tuonato il rappresentante degli azzurri, evidenziando con amarezza la totale assenza di motivazioni ufficiali da parte di Palazzo di Città. Secondo il consigliere, è mancata «la dignità politica di spiegare ai salernitani il perché di questo no».

Respingendo le barricate puramente ideologiche, Casaburi ha inoltre ricordato come diverse giunte di centrosinistra, sia in Campania che nel resto d’Italia, abbiano invece scelto di sfruttare questo strumento per dare respiro all’economia locale.

Le richieste al sindaco De Luca L’affondo del consigliere di opposizione è rivolto direttamente al primo cittadino: «Sindaco De Luca, perché Salerno no? Il Comune preferisce pretendere fino all’ultimo euro? Bene. Allora ci dica per cosa servono questi soldi, per quali opere o servizi».

La rabbia per l’opportunità sfumata si tradurrà presto in un’iniziativa istituzionale. Casaburi ha assicurato che il semplice scadere dei termini non basterà a insabbiare la questione. «Non mi fermerò, continuerò a pretendere risposte», ha avvertito, promettendo battaglia direttamente tra i banchi del Consiglio comunale.

 

 

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